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5 differenze tra il turista di massa e il turista postmoderno

AMIDA AGALLIU

La stragrande maggioranza di noi associa la parola ferie ai viaggi: ma se per alcuni di noi viaggio significa stessa spiaggia stesso mare, e anche prenotati con largo anticipo, oppure significa una visita alle maggiori città europee, per sempre più persone il viaggio ha destinazioni diverse, anche poco conosciute, tutte da visitare e scoprire.

Sapevate che queste differenti concezioni di essere turista hanno anche dei nomi? Nel primo caso si tratta di turismo di massa, mentre nel secondo di turismo post-moderno. Sicuramente il turismo post-moderno si è evoluto come reazione al turismo di massa e alle sue formule di viaggio più “sovraffollate”, ma ciò non significa che questi due modi di fare turismo (e di essere turista) non possano coesistere.

Ok, ma cos’è il turismo post-moderno?

“(Il turismo postmoderno) È un fenomeno della società post-materialista. Possedere qualcosa non è più una priorità, vogliamo solo essere intrattenuti.”, sostiene Paolo Giuntarelli, ex dirigente dell’Agenzia del Turismo della Regione Lazio, nel corso di un’intervista al celebre giornale tedesco Der Spiegel. Possiamo definirla la forma di turismo attuale.

Il turista sviluppa il desiderio di vivere un’esperienza unica e non omologata a tante altre, mentre il turismo di massa concentra abbondanti flussi di persone in mete particolarmente gettonate. Ma quali e quante sono le differenze tra questi due modi di fare turismo? Ne abbiamo raccolte cinque che potete leggere di seguito!

1) Stessa spiaggia stesso mare vs. ogni volta una destinazione diversa

Il turista di massa ha una destinazione dove si reca quasi tutti gli anni. Spesso e volentieri questa destinazione è una località balneare ed è comune che il turista di massa abbia una seconda casa lì. Ciò a differenza del turista post-moderno, curioso di vedere quante più mete possibili e più propenso ad annoiarsi.

2) Mete popolari vs. mete poco conosciute

Londra, Parigi, Barcellona: per il turista di massa una meta rinomata è garanzia di una bella vacanza. Il turista post-moderno invece detesta le esperienze che percepisce come omologate e simili a tante altre, perciò tende a privilegiare mete meno celebri (o anche luoghi meno noti di una destinazione popolare). Grazie all’irruzione dei voli low cost viaggiare anche in mete prima più improbabili diventa alla portata di tutti: il marchio e la reputazione di una destinazione perdono importanza perché il turista, anche in virtù dell’esperienza accumulata viaggio dopo viaggio, inizia a fare confronti.

3) Un mese di vacanza vs. tanti short break nel corso dell’anno

L’economicità dei trasporti incentiva i turisti odierni a concedersi più vacanze, benché molto brevi, nel corso dell’anno rispetto alle epoche precedenti. Ciò a differenza del turista di massa, più propenso a concentrare le sue vacanze in un periodo di una o due settimane, anche a costo di viaggiare di meno.

 4) Visita alla parte turistica della città vs. vivere come un local

“Don’t go there, live there”, recita lo slogan di AirBnb. Un’efficace claim per attirare un turista per il quale viaggiare non significa più vedere monumenti celebri e musei di cui magari conosce poco la storia: il vero viaggio diventa immedesimarsi e vivere per qualche giorno come una persona del posto. Se vivere da local sia possibile per un turista che normalmente si ferma nella località per poco, e se le proposte turistiche che offrono esperienze più tipiche siano autentiche, è ancora argomento di dibattito. Chissà se ne tratteremo nel blog di DestinAction un giorno!
Ciò che è certo, però, è che questo dibattito non è un cruccio del turista di massa, ben contento di viaggiare da turista vero e proprio.

5) Formule tutto compreso vs. viaggio fai da te

Oggi ci è difficile immaginare l’esistenza di un’epoca in cui non esistevano alberghi veri e propri, ma è solo con la nascita del turismo di massa (quindi intorno al secondo dopoguerra) che nascono e si diffondono alberghi e pensioni. I viaggi sono solitamente mediati dalle agenzie di viaggio, che organizzano la sistemazione in albergo, le attività da svolgere e i trasporti. Oggi invece, grazie all’avvento dell’Internet, il turista può organizzare il suo viaggio in autonomia e la mediazione di agenzie e compagnie inizia a perdere popolarità.
Soprattutto però, per il turista postmoderno organizzare il viaggio per conto proprio significa vivere un’esperienza unica, fatta su misura ma soprattutto “partecipata”. In un mondo che ci permette di visitare molti luoghi e di fotografare qualunque cosa, vedere non basta non più: abbiamo bisogno di essere intrattenuti, e parte dell’intrattenimento è partecipare alla costruzione del proprio viaggio, così come alla condivisione di esso attraverso i social.
Non è certo un caso che molti enti turistici, pubblici e privati, prevedano nei loro piani di marketing delle strategie per coinvolgere i turisti. Se trovate l’argomento interessante continuate a seguire il nostro blog: presto potrebbe spuntare un articolo a tema marketing partecipativo.

Nel concludere questo articolo ci teniamo a specificare che non c’è un modo di essere turista migliore dell’altro, così come si può essere più tipi di turista al contempo: ciò che conta quando si viaggia è unicamente rispettare le località visitate.

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